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Manifestazione nazionale per la libertà di stampa – Palermo, 3 ottobre 2009

In concomitanza con la manifestazione romana, Libertà e Giustizia Palermo invita tutti i soci e i simpatizzanti a partecipare al presidio attivo che si terrà sabato 3 ottobre 2009 nei pressi della sede regionale RAI del capoluogo siciliano, in viale Strasburgo 19, a partire dalle ore 11.

Libertà di stampa, l’ultima mossa di Berlusconi: cambiare la Carta

L’ultima mossa del partito di Berlusconi contro la libertà di stampa è stata presentata al Senato: è un Disegno di legge per modificare l’articolo 21 della Costituzione.

Lo firma il senatore Andrea Pastore (Pdl), Presidente della commissione bicamerale per la semplificazione della legislazione.

Presentato il 9 settembre scorso ma rilanciato il 30 settembre con l’aggiunta delle firme di 40 senatori, compresa quella del capogruppo Pdl Maurizio Gasparri e del presidente emerito Francesco Cossiga, il ddl modifica, l’articolo 21, nell’ultimo comma: “Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume” dovrebbe essere integrato con “o lesive della dignità della persona o del diritto alla riservatezza“.

“Solo chi non vede o fa finta di non vedere può credere che l’uso diffamatorio e calunnioso di certa stampa, soprattutto negli ultimi tempi – ha dichiarato Pastore – possa andare avanti senza un più preciso indirizzo legislativo. Troppo fango viene gettato senza che i responsabili subiscano le giuste conseguenze”.

Libertà e Giustizia denuncia questa ennesima minaccia all’autonomia dell’informazione e sollecita le opposizioni in Parlamento e nel Paese a contrastare con tutti i mezzi, questo vero e proprio stravolgimento dell’articolo 21 della nostra Carta costituzionale. In maniera subdola e strumentale, con la scusa della privacy, si cerca di imporre limiti assolutamente inaccettabili in tutto il mondo democratico e comunque di intimidire una professione già abbastanza mortificata dalle continue minacce alla carta stampata e alla televisione.

TUTTE LE MINACCE ALLA LIBERTA’ DI STAMPA

I PRESIDII DI LIBERTA’ E GIUSTIZIA

FIRMA L’APPELLO DEI TRE GIURISTI

Libertà e Giustizia per la libertà di stampa

Gustavo Zagrebelsky

Libertà e Giustizia firma l’appello dei giuristi sulla libertà di stampa.

L’associazione, presieduta da Sandra Bonsanti, aderisce all’iniziativa lanciata da Cordero, Rodotà e Zagrebelsky, presidente onorario di LeG, e testimonia la sua solidarietà in particolare ai giornalisti di Repubblica, dell’Avvenire, e dell’Unità direttamente minacciati e spiati con metodi piduisti, ma in generale a tutti i giornalisti italiani che con questa denuncia di Silvio Berlusconi hanno ricevuto una sorta di avvertimento: è vietato fare domande; è vietato criticare. Il disprezzo per la libertà di stampa e per i giornalisti più volte apostrofati come “domandatori”, nel corso di conferenze stampa, rivelano quanto profonda sia la deriva democratica a cui ci ha portato Silvio Berlusconi.

Libertà e Giustizia ha mobilitato tutti i suoi circoli, perché si aprano dibattiti e si organizzino manifestazioni che contribuiscano a tener desta l’attenzione sul tema e a raccogliere firme per la libertà di stampa, ed invita quanti non l’avessero ancora fatto a firmare l’appello e a diffondere il testo tra gli amici e i conoscenti.

Fra le adesioni, anche quella di Umberto Eco, garante di LeG. “Ho già detto che quando qualcuno deve intervenire a difesa della libertà di stampa – osserva Eco nella dichiarazione che accompagna la sua adesione – vuole dire che la società e con essa gran parte della stampa, è già malata. Nelle democrazie ‘robuste’ non c’è bisogno di difendere la libertà di stampa, perché a nessuno viene in mente di limitarla“.

Sandra Bonsanti, inoltre rinnova al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano l’appello che gli ha rivolto l’8 agosto: “Quando il Parlamento è stato esautorato e reso muto, quando la stampa e l’informazione sono quotidianamente vilipese e intimidite, quando il basilare diritto ad opporsi e a lavorare per un Paese diverso è soffocato dai diktat di un potere ormai senza alcun controllo, cosa resta della nostra Democrazia? Lo chiediamo a Te, che ne sei il custode e che sai quanto è costato riaverla una volta che era andata perduta. Ben lungi da noi dirti cosa fare o cosa dire, ma vorremmo un segnale di condivisione, una parola che ci confermasse che non siamo soli e che nel rispetto della separazione dei poteri e degli strumenti che ci offre la nostra Costituzione, c’è ancora qualcosa che ognuno di noi può e deve fare”.


 

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