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DIMETTITI

per un'Italia libera e giusta

Il Paese lo chiede a gran voce: BERLUSCONI, DIMETTITI.

L’onda di ribellione seguita all’appello di LeG è inequivocabile: da oggi un’altra Italia è possibile.

In contemporanea con la manifestazione nazionale di Milano che vedrà Zagrebelsky, Eco, Saviano e molti altri al fianco della società civile, Libertà e Giustizia Palermo si unisce ai cittadini di tutta Italia in piazza Verdi (Teatro Massimo) a partire dalle ore 15.

FIRMA L’APPELLO DI LIBERTA’ E GIUSTIZIA PER UN’ITALIA LIBERA E GIUSTA

Condannato Cuffaro, va eradicato il cuffarismo

Salvatore Cuffaro è stato riconosciuto colpevole di favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra e violazione del segreto istruttorio nel processo “Talpe alla DDA”, ed è stato tradotto in carcere, in attesa degli sviluppi sull’ulteriore imputazione per concorso esterno in associazione mafiosa.

Una sentenza che nei termini e nei tempi in cui perviene rappresenta un evento fausto per la Giustizia, ma anche l’occasione per una necessaria riflessione per la politica siciliana e nazionale che sino all’altro ieri vedeva Cuffaro influire con rilevanza elettorale sulle determinazioni del Parlamento.

Il cuffarismo, come nelle più tragiche cronache di mafia, poteva dunque contare sulla collusione di soggetti di ogni contesto per mantenere il proprio equilibrio al riparo dalla Legge, e dentro il faraonico malaffare della sanità regionale – radicatosi in oltre un decennio di consensi e zone grigie clientelari analoghe alla pandemia berlusconiana.

Sono inoltre stati necessari sette anni per confermare un verdetto che non riguarda solo l’ex governatore, ma ribadisce anche condanne per tutti gli altri imputati: l’epilogo giudiziario di un vero e proprio sistema di potere che ha offeso non solo la legalità e le Istituzioni, ma la stessa società siciliana.

Se da più parti si attribuisce a Cuffaro di aver espresso formale contegno, non andrebbe dimenticato che la sentenza arriva dopo tre gradi di giudizio che ne hanno dimostrato la colpevolezza in modo inequivocabile, e che nelle ore successive egli ha ulteriormente asserito di non meritare la condanna.

Aldilà delle facili apparenze e delle responsabilità politiche, quindi, è opportuno osservare che le radici del sistema cuffariano sono ancora in piedi e puntellano tuttora le vicende del berlusconismo in una Sicilia che durante le amministrazioni Cuffaro ha statisticamente moltiplicato i suoi problemi, e che oggi evidenzia un ancor più urgente bisogno di risposte alle proprie istanze.

IN PIAZZA CONTRO LA LEGGE-BAVAGLIO – Palermo, 12 giugno 2010

“La libertà è condizione ineliminabile della legalità; dove non vi è libertà non può esservi legalità.” (Piero Calamandrei)

Il 10 giugno 2010 verrà a lungo ricordato come una delle pagine più truci della storia della Repubblica: l’approvazione al Senato del DDL di riforma delle intercettazioni, la c.d. legge-bavaglio.

Anticipato da manifestazioni di palese insofferenza per la Costituzione da parte del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, questo rilevante passo della vita istituzionale rischia di tracciare una strada senza uscita per la stessa democrazia italiana.

Nell’esprimere estrema preoccupazione per la sopravvivenza dei presupposti costituzionali, Libertà e Giustizia Palermo scende in piazza per manifestare il suo dissenso, partecipando al sit-in di protesta civica contro la legge-bavaglio.

L’evento avrà luogo a Palermo, sabato 12 giugno 2010, in via Generale Magliocco, a partire dalle ore 16:30, in concomitanza con tutte le iniziative in atto nel resto d’Italia.

Si esortano tutti i liberi cittadini, le associazioni, i movimenti, e le forze politiche a partecipare e far sentire forte la voce di ognuno di noi in questo difficile momento del Paese.

GUSTAVO ZAGREBELSKY: “Se la norma infrange il diritto

LA MOBILITAZIONE DI LIBERTA’ E GIUSTIZIA CONTRO LA LEGGE-BAVAGLIO

Libertà di stampa, l’ultima mossa di Berlusconi: cambiare la Carta

L’ultima mossa del partito di Berlusconi contro la libertà di stampa è stata presentata al Senato: è un Disegno di legge per modificare l’articolo 21 della Costituzione.

Lo firma il senatore Andrea Pastore (Pdl), Presidente della commissione bicamerale per la semplificazione della legislazione.

Presentato il 9 settembre scorso ma rilanciato il 30 settembre con l’aggiunta delle firme di 40 senatori, compresa quella del capogruppo Pdl Maurizio Gasparri e del presidente emerito Francesco Cossiga, il ddl modifica, l’articolo 21, nell’ultimo comma: “Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume” dovrebbe essere integrato con “o lesive della dignità della persona o del diritto alla riservatezza“.

“Solo chi non vede o fa finta di non vedere può credere che l’uso diffamatorio e calunnioso di certa stampa, soprattutto negli ultimi tempi – ha dichiarato Pastore – possa andare avanti senza un più preciso indirizzo legislativo. Troppo fango viene gettato senza che i responsabili subiscano le giuste conseguenze”.

Libertà e Giustizia denuncia questa ennesima minaccia all’autonomia dell’informazione e sollecita le opposizioni in Parlamento e nel Paese a contrastare con tutti i mezzi, questo vero e proprio stravolgimento dell’articolo 21 della nostra Carta costituzionale. In maniera subdola e strumentale, con la scusa della privacy, si cerca di imporre limiti assolutamente inaccettabili in tutto il mondo democratico e comunque di intimidire una professione già abbastanza mortificata dalle continue minacce alla carta stampata e alla televisione.

TUTTE LE MINACCE ALLA LIBERTA’ DI STAMPA

I PRESIDII DI LIBERTA’ E GIUSTIZIA

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