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DIMETTITI

per un'Italia libera e giusta

Il Paese lo chiede a gran voce: BERLUSCONI, DIMETTITI.

L’onda di ribellione seguita all’appello di LeG è inequivocabile: da oggi un’altra Italia è possibile.

In contemporanea con la manifestazione nazionale di Milano che vedrà Zagrebelsky, Eco, Saviano e molti altri al fianco della società civile, Libertà e Giustizia Palermo si unisce ai cittadini di tutta Italia in piazza Verdi (Teatro Massimo) a partire dalle ore 15.

FIRMA L’APPELLO DI LIBERTA’ E GIUSTIZIA PER UN’ITALIA LIBERA E GIUSTA

Palermo, 1 luglio 2010 – NO ALLA LEGGE BAVAGLIO!

Libertà e Giustizia Palermo: NO ALLA LEGGE BAVAGLIO!

Giovedì 1 luglio 2010 milioni tra liberi cittadini, associazioni, movimenti e forze politiche protesteranno pubblicamente in tutta Italia contro la c.d. legge “bavaglio”, che intende controllare la libertà di stampa e il diritto di informazione nel nostro Paese, nonché limitare l’operato della Magistratura e delle Forze dell’ordine.

Il disegno di legge sulle intercettazioni, millantando di proteggere la privacy di tanti, vuole in realtà salvaguardare l’impunità dei pochi, stendere un velo di silenzio sulla criminalità organizzata, e reprimere ogni voce di dissenso, in spregio ai principi sanciti dalla Costituzione.

Libertà e Giustizia Palermo, in campo sin dalla prima ora per questa battaglia di democrazia, sarà di nuovo in prima fila per ribadire il suo NO ALLA LEGGE BAVAGLIO dalle ore 16 in poi presso via Generale Magliocco, in concomitanza con tutte le iniziative in programma a Roma e su tutto il territorio nazionale.

La Vostra presenza è fondamentale. Insieme diremo che l’arroganza dei potenti non può piegare la coscienza del popolo. Partecipate tutti: festeggeremo il valore dei diritti dalle pagine di Bobbio, Calamandrei, Zagrebelsky e tanti altri. Raccogliamoci intorno alla Carta, battito degli italiani onesti che credono nella Giustizia e nella Libertà.

Vi aspettiamo!

IN PIAZZA CONTRO LA LEGGE-BAVAGLIO – Palermo, 12 giugno 2010

“La libertà è condizione ineliminabile della legalità; dove non vi è libertà non può esservi legalità.” (Piero Calamandrei)

Il 10 giugno 2010 verrà a lungo ricordato come una delle pagine più truci della storia della Repubblica: l’approvazione al Senato del DDL di riforma delle intercettazioni, la c.d. legge-bavaglio.

Anticipato da manifestazioni di palese insofferenza per la Costituzione da parte del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, questo rilevante passo della vita istituzionale rischia di tracciare una strada senza uscita per la stessa democrazia italiana.

Nell’esprimere estrema preoccupazione per la sopravvivenza dei presupposti costituzionali, Libertà e Giustizia Palermo scende in piazza per manifestare il suo dissenso, partecipando al sit-in di protesta civica contro la legge-bavaglio.

L’evento avrà luogo a Palermo, sabato 12 giugno 2010, in via Generale Magliocco, a partire dalle ore 16:30, in concomitanza con tutte le iniziative in atto nel resto d’Italia.

Si esortano tutti i liberi cittadini, le associazioni, i movimenti, e le forze politiche a partecipare e far sentire forte la voce di ognuno di noi in questo difficile momento del Paese.

GUSTAVO ZAGREBELSKY: “Se la norma infrange il diritto

LA MOBILITAZIONE DI LIBERTA’ E GIUSTIZIA CONTRO LA LEGGE-BAVAGLIO

Sit-in in difesa della Costituzione: Palermo, 30 gennaio 2010

Il circolo di LeG Palermo aderisce al sit-in a difesa della Costituzione organizzato dal ‘Popolo Viola’ che avrà luogo nel capoluogo siciliano, sabato 30 gennaio in piazza Politeama a partire dalle ore 16, e in concomitanza con gli altri eventi nazionali.

Nel corso della manifestazione verrà condivisa l’iniziativa “Festa della Costituzione” [PDF] sulla proposta di legge presentata da Valerio Onida e dal presidente onorario di Libertà e Giustizia Gustavo Zagrebelsky a nome dell’Ufficio di Presidenza e dei Garanti dell’associazione, affinché il 2 giugno si festeggi insieme alla Repubblica anche la nostra Carta.

Tutti i soci e i simpatizzanti sono invitati a partecipare.

Libertà di stampa, l’ultima mossa di Berlusconi: cambiare la Carta

L’ultima mossa del partito di Berlusconi contro la libertà di stampa è stata presentata al Senato: è un Disegno di legge per modificare l’articolo 21 della Costituzione.

Lo firma il senatore Andrea Pastore (Pdl), Presidente della commissione bicamerale per la semplificazione della legislazione.

Presentato il 9 settembre scorso ma rilanciato il 30 settembre con l’aggiunta delle firme di 40 senatori, compresa quella del capogruppo Pdl Maurizio Gasparri e del presidente emerito Francesco Cossiga, il ddl modifica, l’articolo 21, nell’ultimo comma: “Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume” dovrebbe essere integrato con “o lesive della dignità della persona o del diritto alla riservatezza“.

“Solo chi non vede o fa finta di non vedere può credere che l’uso diffamatorio e calunnioso di certa stampa, soprattutto negli ultimi tempi – ha dichiarato Pastore – possa andare avanti senza un più preciso indirizzo legislativo. Troppo fango viene gettato senza che i responsabili subiscano le giuste conseguenze”.

Libertà e Giustizia denuncia questa ennesima minaccia all’autonomia dell’informazione e sollecita le opposizioni in Parlamento e nel Paese a contrastare con tutti i mezzi, questo vero e proprio stravolgimento dell’articolo 21 della nostra Carta costituzionale. In maniera subdola e strumentale, con la scusa della privacy, si cerca di imporre limiti assolutamente inaccettabili in tutto il mondo democratico e comunque di intimidire una professione già abbastanza mortificata dalle continue minacce alla carta stampata e alla televisione.

TUTTE LE MINACCE ALLA LIBERTA’ DI STAMPA

I PRESIDII DI LIBERTA’ E GIUSTIZIA

FIRMA L’APPELLO DEI TRE GIURISTI

Libertà e Giustizia per la libertà di stampa

Gustavo Zagrebelsky

Libertà e Giustizia firma l’appello dei giuristi sulla libertà di stampa.

L’associazione, presieduta da Sandra Bonsanti, aderisce all’iniziativa lanciata da Cordero, Rodotà e Zagrebelsky, presidente onorario di LeG, e testimonia la sua solidarietà in particolare ai giornalisti di Repubblica, dell’Avvenire, e dell’Unità direttamente minacciati e spiati con metodi piduisti, ma in generale a tutti i giornalisti italiani che con questa denuncia di Silvio Berlusconi hanno ricevuto una sorta di avvertimento: è vietato fare domande; è vietato criticare. Il disprezzo per la libertà di stampa e per i giornalisti più volte apostrofati come “domandatori”, nel corso di conferenze stampa, rivelano quanto profonda sia la deriva democratica a cui ci ha portato Silvio Berlusconi.

Libertà e Giustizia ha mobilitato tutti i suoi circoli, perché si aprano dibattiti e si organizzino manifestazioni che contribuiscano a tener desta l’attenzione sul tema e a raccogliere firme per la libertà di stampa, ed invita quanti non l’avessero ancora fatto a firmare l’appello e a diffondere il testo tra gli amici e i conoscenti.

Fra le adesioni, anche quella di Umberto Eco, garante di LeG. “Ho già detto che quando qualcuno deve intervenire a difesa della libertà di stampa – osserva Eco nella dichiarazione che accompagna la sua adesione – vuole dire che la società e con essa gran parte della stampa, è già malata. Nelle democrazie ‘robuste’ non c’è bisogno di difendere la libertà di stampa, perché a nessuno viene in mente di limitarla“.

Sandra Bonsanti, inoltre rinnova al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano l’appello che gli ha rivolto l’8 agosto: “Quando il Parlamento è stato esautorato e reso muto, quando la stampa e l’informazione sono quotidianamente vilipese e intimidite, quando il basilare diritto ad opporsi e a lavorare per un Paese diverso è soffocato dai diktat di un potere ormai senza alcun controllo, cosa resta della nostra Democrazia? Lo chiediamo a Te, che ne sei il custode e che sai quanto è costato riaverla una volta che era andata perduta. Ben lungi da noi dirti cosa fare o cosa dire, ma vorremmo un segnale di condivisione, una parola che ci confermasse che non siamo soli e che nel rispetto della separazione dei poteri e degli strumenti che ci offre la nostra Costituzione, c’è ancora qualcosa che ognuno di noi può e deve fare”.


 

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